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CONVEGNO AL TEATRO FLAIANO IN ONORE DI PIRANDELLO E MORENO - 1983

 

POESIA E CINEMA O PSICODRAMMA AL TEATRO FLAIANO?
LA REPUBBLICA, venerdì 25 marzo 1983

Che succede al Teatro Flaiano? Ad esempio che in una sola giornata,, quella di martedì 29, siano in programma nella stessa sede una manifestazione (pomeridiana) di Poesia e Cinema e un (serale) incontro di psicodramma classico diretto da Zerka Moreno, presidente dell'American Society of Group Psychotherapy and Psychodrama. "Poesia e cinema" propon due filmati "La poesia che dice di no" di Antonio Porta e Gianni Jannelli e "Sulle cesane", poemetto sonoro-visivo realizzato con la collaborazione di Sandro Preticca e Umberto Piersanti.
Quanto allo psicodramma serale (alle 20,30) fin da ora si sa che l'esperienza di Teatro della Spontaneità sarà incorniciata in una rilettura drammatica di alcuni passi del pirandelliano "Questa sera si recita a soggetto". Tra il pubblico, giovani attori di alcune compagnie "sperimentali" e Piera degli Esposti che dedicherà a Zerka Moreno il finale di "Molly o cara". Seguirà nei giorni successsivi, mercoledì 30 e giovedì 31 (inizio alle 17) il dibattito sul tema "Tra Pirandello e lo Psicodramma" con interventi di Luigi Squarzina, Alessandro Fersen, Fernanda Pivano, Ottavio Rosati, Mario Prosperi, Giuliano Scabia... (clicca qui)

 

RODOLFO DI GIAMMARCO, L’ACTOR’S STUDIO HA UN NONNO CHE SI CHIAMA JACOB MORENO
LA REPUBBLICA, domenica 27 marzo 1983 Clicca qui per l'archivio de La Repubblica - Clicca qui per il ritaglio stampa

Che influenza ha  avuto sul teatro del Novecento lo psichiatra e sociologo Jacob Levi Moreno, studioso danubiano emigrato in America nel ’25, teorico della psicoterapia di gruppo? Le sue nozioni ed esperienze mediche volte a scuotere le relazioni umane tramite un palcoscenico saranno oggetto di dibattito mercoledì e giovedì prossimi al Teatro Flaiano, dove l’Assessorato alla Cultura  lo Stabile di Roma promuovono un convengo sul tema Tra Pirandello e lo psicodramma, convegno preceduto martedì sera da un test psicodrammatico in omaggio a Questa sera si recita a soggetto con tecniche applicate da Zerka T. Moreno, vedova e assistente dello psichiatra scomparso nel ’77.
Può escludersi che Pirandello e Moreno si siano conosciuti, ma leggiamo da più parti che lo studioso fu sempre convinto di aver contribuito al pirandellismo attraverso una serie di “reti” e di influenze contratte da libri, amici, chiacchiere. Sta di fatto che nel 1910 Moreno fonda a Vienna “The Impromptu school”, si occupa di comunità di profughi, di prostitute, e nel ’21 istituisce la prima seduta ufficiale di psicodramma (allora ancora definito sociodramma) è un fatidico primo aprile, il “giorno dei pazzi”, e mille spettatori vengono invitati uno per volta a salire sulla scena per interpretare il ruolo di un re. Fiasco completo. Ma il teatro improvvisato di Moreno ha finalmente buon gioco quando, due anni dopo, una giovane attrice subisce (lei, e non il pubblico come sosteneva Aristotele) una profonda catarsi. E’ questa possibilità di terapia, e non lo spettacolo, a suggerire i fondamenti della tecnica psicodrammatica che presto si diffonderà anche per l’intraprendenza di Moreno il quale, trasferitosi negli Usa, mantiene ancora i contatti col mondo del teatro, con Isadora Duncan, Gordon Craig, Stanislavski.
Intanto la scuola di Moreno si rivela nettamente in antitesi con quella di Freud: gli esercizi di Moreno “mettono in scena” la personalità individuale, non la smantellano come fa in privato l’analista; e poi Freud è ateo, biologico, mentre Moreno è ispirato alle grandi religioni. Tant’è che gli psicodrammi hanno un loro cerimoniale, e Moreno li sperimenterà insediandosi a Beacon, sulla sponda dell’Hudson, a un passo da Roosvelt.
Nel ’29, a New York, ha già un teatro di gruppo, progetta presto iniziative per i carcerati di Sing Sing, e ha contatto con un nucleo di internate, teorizza elementi di sociometria, interrelazioni riproducibili graficamente. Negli anni Trenta e Quaranta sorgono sale appositamente attrezzate per gli psicodrammi, dove il paziente inscena una situazione presente, passata o futura della sua vita, e comunica spontaneamente con un “cast” di cosiddetti io-Ausiliari, soggetti che volontariamente accettano i panni di amici, parenti, partners.
La terapia agirà in special modo nella psiche del protagonista che pone se stesso alla prova in un gioco di ruoli le cui inibizioni, i cui freni comunicativi ora soltanto si sbloccano. Ecco come tra Personaggi e Autore (nel nostro caso autore è il paziente) si stabiliscono rapporti complessi, intricati, da far proporre un abbinamento tra Moreno e Pirandello. Ma non solo. Per quanto assistita, l’estrema spontaneità dello psicodramma, anticipa le pratiche del Living Theatre, del Teatro di strada, della cultura di Grotowsky, del mnemodramma di Fersen. E si sa di come anche Elia Kazan abbia elaborato tecniche affini pe educare gli allievi dell’Actor’s Studio.
Allora aggiungiamo che il convegno dei prossimi giorni, oltre ad appurare le più vistose applicazioni (la marina degli Stati Uniti ha comperato un teatro di psicodramma a San Diego, per riabilitare gli alcolizzati; e altrove si lavora sui tossicodipendenti), certo si interesserà dello psicodramma di Moreno nella sua accezione di fenomeno aggregativo e si documenterà ad esempio come la scena, il luogo dell’azione poggi su una piattaforma quasi circolare attorniata dal “pubblico".


Luigi Pirandello, Luigi Squarzina (regista e drammaturgo, direttore del Teatro di Roma), Jacob Levi Moreno, Aldo Carotenuto (direttore della "Rivista di psicolgia analitica") 

QUESTA SERA AL FLAIANO SI RECITA LO PSICODRAMMA
IL MANIFESTO, martedì 29 marzo 1983

ROMA. (b. p.). Il teatro Flaiano (via Santo Stefano del Cacco) riapre oggi per una serata di psicodramma classico. Zerka T. Moreno, vedova dell’inventore dello psicodramma e presidente della Società Americana di Psicoterapia di Gruppo, dirigerà la serata. Per la prima volta a Roma il pubblico di un teatro sarà protagonista di questo tipo di esperienza.
In diversi momenti della rappresentazione, rilettura drammatica di passi di "Questa sera si recita a soggetto" di Pirandello. Interpreti attori del teatro di sperimentazione romano che leggeranno confusi tra il pubblico. Tra gli attori consacrati Piera degli Esposti, che dedicherà alla Moreno il finale di Molly o cara di Joyce, ed Elsa de Giorgi diva intramontabile degli anni Quaranta. La serata con la regia di Ottavio Rosati è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune e dal Teatro di Roma.
Ancora al teatro Flaiano il 30 e 31 marzo con inizio alle 17 si terrà un convegno di studi su Pirandello e lo psicodramma. Interverranno tra gli altri, oltre alla Moreno, Fernanda Pivano, Ottavio Rosati, Alessandro Fersen, Giuliano Scabia, Aldo Carotenuto, Mario Ardizzone, Giuseppe Bartolucci, Domenico de Masi, Luigi Squarzina direttore del Teatro di Roma.


Elsa De Giorgi in "Salò" di Pasolini (1976) e Piera degli Esposti in "Molly o cara" di Joyce

AL FLAIANO SERATA SULLO PSICODRAMMA
IL CORRIERE DELLA SERA, martedì 29 marzo 1983 clicca qui per il ritaglio 

ROMA – (ANSA) L’Assessorato alla Cultura del Comune e il Teatro di Roma, in collaborazione con la rivista “Atti dello psicodramma” e l’Associazione per le ricerche sullo studio psicodramma analitico, diretta da Ottavio Rosati, presentano stasera (ore 20,30 al Teatro Flaiano) una serata di psicodramma classico. Zerka T. Moreno, presidente dell’ “American Society of Group Psychotherapy and Psychodrama”, dirigerà l’iniziativa. Per la prima volta a Roma il pubblico di un teatro sarà protagonista di un’esperienza del classico “teatro della spontaneità”. La serata sarà incorniciata da una rilettura drammatica di alcuni passi di Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello. Vi parteciperanno giovani attori del teatro romano di ricerca, confusi tra il pubblico. Piera Degli Esposti dedicherà a Zerka T. Moreno il finale di Molly o cara di Joyce. 
Il 30 e il 31 marzo alle ore 17, sempre al teatro Flaiano, si svolgerà il convegno di studi sul tema “Pirandello e lo psicodramma” (Gli atti saranno pubblicati nel numero 7 di "Atti dello psicodramma" - Clicca qui - Ndr) al quale prenderanno parte con Zerka T. Moreno, Fernanda Pivano, Ottavio Rosati, Aldo Carotenuto, Alessandro Fersen, Luigi Squarzina, Mario Ardizzone, Giuseppe Bartolucci, Domenico De Masi, Adriano Magli, Giuliano Scabia, Mario Prosperi, e altri. 

Gli interventi del convegno saranno pubblicati nel numero 7 di "Atti dello psicodramma" (clicca qui)

PSICODRAMMA COL PUBBLICO NEL NOME DI PIRANDELLO
LA STAMPA, martedì 29 marzo, 1983

ROMA – Tre giorni al teatro Flaiano di Roma dedicati a “Pirandello e lo psicodramma” per conto dell’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la rivista “Atti dello psicodramma” e con l’Associazione per le Ricerche sullo Psicodramma Analitico di Ottavio Rosati.
Mentre le giornate del 30 e 31 saranno dedicate a un convegno di tipo tradizionale con interventi di Luigi Squarzina, Fernanda Pivano, Aldo Carotenuto, Giuliano Scabia, Mario Ardizzone, Domenico de Masi ed altri, la serata di oggi vede la messa in scena di uno psicodramma con la partecipazione immediata del pubblico in sala. A dirigerla Zerka Moreno, vedova del grande Jacob Levi Moreno, nonché presidente dell’associazione statunitense dei gruppi di psicoterapia e psicodramma.
Zerka Moreno, servendosi del teatro di Pirandello, intende presentare un’esperienza di “Teatro della Spontaneità”. Con lei, ma in veste di soli attori e non di terapisti, un gruppo di giovani chiamati a interpretare passi di “Questa sera si recita a soggetto”, e Piera degli Esposti la quale, ancora una volta, come nel suo più famoso monologo, sarà la Molly dell’Ulisse di Joyce. 


Giuliano Scabia (creatore del socioplay di "Marco Cavallo all'ex manicomio di Gorizia) e Fernanda Pivano 

RITA SALA, SOGNATE, RECITATE, QUALCOSA CAMBIERA'
IL MESSAGGERO, martedì 31 marzo 1983 clicca qui per il ritaglio

Zerka Moreno al Flaiano ha condotto una seduta di psicodramma

Promossa da diversi patrocinatori (Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, Teatro di Roma in collaborazione con la rivista “Atti dello psicodramma” e l'Associazione per le Ricerche sullo Psicodramma analitico) s’è svolta martedì sera al Flaiano, una serata di psicodramma classico.
E cominciamo con lo spiegare brevemente cosa si intende per psicodramma classico, cioè quella psicoterapia di gruppo che lo psichiatra e sociologo J. L. Moreno elaborò a partire dal 1925 al Beacon Institute di New York. Il “paziente” mette in scena una situazione della propria vita, passata, presente  o futura, attraverso l’esercizio della rappresentazione spontanea e dell’improvvisazione: scopo della “cura” è in ogni caso la comunicazione, non la forma, né lo spettacolo in sé. Attorno sta il pubblico, stanno degli attori, che il paziente può utilizzare nei vari ruoli, sta il gruppo degli psicodrammatisti. Si persegue lo sviluppo della comunicazione interpersonale in un mondo rigidamente organizzato in schemi e ruoli, a fini curativi, formativi, di rieducazione alla socialità. Ebbene l’altra sera al Flaiano era presente nientemeno che Zerka T. Moreno, moglie e collaboratrice del fondatore dello psicodramma, oggi presidentessa dell’American Society of Group Psychotherapy and Psychodrama. All’ospite è stata dedicata la prima parte dell’appuntamento, una rilettura scenica di alcuni passi di Questa sera si recita a soggetto, di Pirandello, la cui drammaturgia per certi versi richiama le tecniche di indagine psicodrammatica.
Direttamente al lavoro, nella seconda parte, la signora Moreno, che invita qualcuno del pubblico, disponibile all’esperimento, a partecipare a un onirodramma, vale a dire alla ricostruzione in scena di un sogno fondamentale o ricorrente. Risponde all’appello, senza troppo farsi attendere, un giovane di bell’aspetto, emozionato quel tanto che basta a non dare adito a sospetti di prefabbricazione e spavaldo quel tanto che consente di affrontare senza danni un affollatissimo uditorio. Zerka Moreno, specificato che il luogo e il palcoscenico non sono i più adatti, inizia a guidare il volontario verso la ricostruzione fisica del suo sogno. Una stanza, dove come perché. Dormivi solo o in compagnia. Una ragazza? Bene, se è qui, in sala, perché non invitarla a interpretare la propria parte? La fanciulla ci sta, scende in lizza, e Zerka Moreno sistema la coppia nelle stesse posizioni della notte fatidica. Si tratta di preparare corpo e mente del sognatore al ricordo esatto delle sensazioni che andrà a ricostruire. Il giovane si abbandona (almeno sembra) e comincia poi, volonterosamente, a giocare (è il termine tecnico) le varie situazioni del sogno. Qui le cose si complicano. C’è da rappresentare un grande uccello marrone e bianco, rapito dalla stessa fanciulla che partecipa alla seduta. E l’uccello, che a volte non riesce a spiccare il volo, diventa ora grande ora piccolo, finché, insidiato da un cagnaccio, muore.
Zerka Moreno invita altre persone del pubblico ad interpretare i ruoli aggiunti, favorendo l’interscambio delle parti fra il “protagonista” e i suoi “Io ausiliari”. Insomma, le cose vanno per le lunghe, intralciate dalla tormentosa mediazione di una traduttrice e dalla difficoltà degli “attori” ad entrare veramente nello spirito dell’evento. Ciononostante, grande reverenza in sala. Incalzata dall’orario, Zerka Moreno interrompe il sogno “al primo atto” (il sognatore ne aveva annunciati tre) e mette a confronto i due “fidanzati”. E’ una difficile presa di coscienza: lei lo tiene legato, benché lui non voglia e benché lei stessa desideri essere libera. “Sapete cosa suggerisco?” – conclude Zerka – “volate, volate ognuno per conto proprio, come libere creature dell’aria”. I due, obbedienti, si eclissano svolazzando. “Gli italiani pensano troppo, insistono troppo nel voler usare le parole” - aggiunge la signora Moreno – “nello psicodramma, invece, occorre ricordare che ci si trova in un asilo per adulti”. 
Sempre al teatro Flaiano, nel pomeriggio di ieri e anche oggi, alle ore 17, s’è iniziato e si conclude un convegno di studi sul tema “Tra Pirandello e lo Psicodramma” cui partecipano molti studiosi di spettacolo, operatori, intellettuali, psicoanalisti. (Cfr. il numero 8 di "Atti dello psicodramma": Questa sera si recita a soggetto - Ndr)


Ottavio Rosati con Fernanda Pivano, Alessandro Fersen e Zerka T. Moreno - Foto Bellini © PLAYS

TOMMASO CHIARETTI, SCUSATE, SIGNORI, IL POVERO CRITICO…
LA REPUBBLICA, giovedì 31 marzo 1983 clicca qui per il ritaglio

(Abbiamo sottolineato i no e le parole negative sintomatici delle difese del critico. Ndr)

Si sa che i rapporti tra Pirandello e la Psicoanalisi non furono di buon rapporto nella storia, ma questo non importa, si può essere innamorati senza saperlo. Certo le allusioni alla terapia dell’inconscio che vi sono nelle opere pirandelliane, sono talvolta rozze, talvolta sprezzanti, tradiscono più di una rimozione (e non c’è bisogno di cercare molto in là per trovarne le ragioni). 
Ma sui rapporti tra Pirandello e quella particolare forma derivata di terapia analitica che è lo psicodramma, certo vien voglia di cercare di più. O di non cercare per nulla, in fondo. Perché, che senso c’è a scoprire chi ha avuto per primo l’idea dei Sei Personaggi, cioè del rapporto tra Attori e Ruoli, o più, enfaticamente, tra l’Arte e la Vita? Non c’è senso, altro che in una sorta di pedante filologia. E certo si potrebbe benissimo attribuire a Jacob Levi Moreno, al quale si dedica questo convegno romano, una primogenitura, ma che questo non tolga o non aggiunga nulla a Pirandello.
Insomma, in parole poverissime: se c’è una cosa che non è psicodramma, ma è dramma tout court, è Questa sera si recita a soggetto, di Pirandello. Nessuno si farà trarre in inganno dal titolo: in quel dramma si recita, mutano soltanto i nomi degli attori, e in questo non c’è novità, c’è novità accademica semmai nel doverli chiamare col proprio nome, sera dopo sera. Per il resto, come nei Sei personaggi siamo assolutamente e interamente, nella “commedia”, siamo nel gioco delle parti, siamo nelle parole che mai possono essere mutate, e mal ne incoglie a chi tenta.
Se ci accostiamo allo psicodramma non ci conduce certo all’imprevedibile svolgimento, ma semmai l’idea espressiva che vi è dietro, prima, a monte, e che ne procura la grande tensione. Tutto questo però, non è altro che banalità. Ma poiché al teatro Flaiano inizia il convegno “Tra Pirandello e lo psicodramma” e ieri sera si è svolta una serata in omaggio del dramma di Pirandello Questa sera si recita a soggetto, e la signora Zerka T. Moreno ha animato una serata di “psicodramma classico”, ed erano stati invitati critici teatrali, mi corre l’obbligo di dir qualcosa.

Il critico Tommaso Chiaretti (autore della recensione) e Rosa di Lucia nel ruolo di Mommina in "Questa sera si recita a soggetto

Quel che ho da dire, come critico teatrale, è innanzi tutto il chiedere scusa: me ne sono andato a metà dello psicodramma classico. Perché a me, critico teatrale, dava un fastidio quasi fisico che a recitare (ho detto proprio “recitare” “mimare” “improvvisare”) il sogno che costituiva lo psicodramma classico, fossero, “scelti a caso” come dall’illusionista che si presenta in pubblico, tre “attori” della scuola di Leo Berardinis. Infastidiva, certo, chi già li aveva riconosciuti, e lo sapeva, che per gli altri il “gioco” valeva perfettamente la candela. (In realtà tutto era assolutamente improvvisato. Ndr) Ma questo gioco, aveva una qualche attinenza con il teatro? Se voglio essere generoso dico di no; per fortuna, sono due cose diversissime, come sbagliare? E però non mi riguarda. Se voglio essere malizioso dico che sì, per disgrazia: e nemmeno allora la cosa mi riguarda.
Ottavio Rosati ha “giocato” molto, con nonchalance, sull’alternanza del significato di "jouer" come recitare. La trovata non è nuova ma era recata con grazia ostentata. E l’animatore della serata, girandoci attorno con bacchette magiche e con fazzoletti colorati, cioè con un persistente senso dell’ironia, ha inizialmente tolto al tema psicodrammatico il suo sussiego. Ha fatto recitar attori e attrici come se fossero evocati fantasmi da palcoscenico pirandelliano, ed ha accumulato frasi e proposizioni icastiche, e anche un sogno per tentare un inizio (forse un po’ tardi, forse proprio non proponibile) di analisi lacaniana dl teatro, e della ideologia teatrale di Pirandello. Che cosa ne è venuto fuori? Che gli attori hanno recitato il loro Pirandello, e che l’altro Pirandello, quello ostile, quello causidico, quello filosofico, quello loico, è stato ancora una volta costretto (diciamo pure per la ristrettezza del tempo) a un chiacchiericcio che non riusciva ad andare al di là della scorza del significato esplicito. Tutti gli interrogativi, insomma, erano presenti, ma come segni di  interpunzione, in una lezione accademica abbastanza analitica, inutile. O semplicemente non utile. Il gioco tra la platea preparata e l’animatore, che s’era assunto il nome trasparentemente pirandelliano di dr. Hinkfuss, poteva anche accettarsi, ma a patto di correr via dopo l’applauso alla fine di una serata universitaria, e dico universitaria anche nel senso della goliardia. 
La signora Zerka Moreno, invece, meriterebbe un altro discorso, e mi auguro che altri lo facciano. Donna energica, segnata da un nobile e fisico dolore, intelligente ed esperta, ha condotto quello che dicevamo, il gioco dello psicodramma. Ma noi non dovevamo “giocare”, dovevamo star seri, lei era assai compunta. E io non riuscivo a star serio nel guardare le goffaggini di quelli scritturati esibizionisti, mi hanno divertito, mi han procurato ansia. E so benissimo l’obiezione: che la colpa è tutta mia, che io stesso ho dei problemi con lo psicodramma e con l’analisi, che guardare come recitano è l’operazione più insulsa del mondo, che si trattava solo di apprendere didascalicamente le regole di una terapia suggestiva, che Pirandello non c’entrava più, che quelle luci non erano fatte ad arte, o se lo erano evidentemente fatte, il particolare è futile. So tutto, so qualcosa. E se non fossi qui a scriverne, nemmeno me ne preoccuperei. Purtroppo il mio residuo mestiere è quello di critico drammatico. E non tenterò di essere psicodrammatico, psicodrammaturgo, psicodrammatista: tutte le autorevoli qualificate persone che meritano altrove, molta attenzione e deferenza. 


Zerka Moreno saluta il pubblico del teatro Flaiano circondata dai burattini della collezione storica di Maria Signorelli, 
in una foto che, anni dopo, sceglierà per la copertina della sua autobiografia - Foto Bellini © PLAYS 

MARICLA BOGGIO, PSICODRAMMA AL TEATRO FLAIANO
AVANTI!, venerdì 1 aprile 1983 clicca qui per il ritaglio

Serata affascinante quella che, al Teatro Flaiano, senza quasi annunciarsi, si è svolta in mezzo a una folla che gremiva la sala mentre moltissimi non erano riusciti ad entrare. Ma in scena c'era Zerka Moreno, ambasciatrce in tutto il mondo dei metodi terapeutici dello psicodramma, reduce da uno stage nell'ambito del programma di liberazione dalla tossicodipendenza del CeIS (Centro Italiano di Solidarietà) di don Mario Picchi, a partecipare a un convegno "Pirandello e lo psicodramma in Italia" - indetto da Ottavio Rosati per l'Associazione di Psicodramma di Roma e la rivista "Atti dello psicodramma" (Ubaldini editore). Dopo una prima parte piuttosto sommaria nella dimostrazione di attinenze esistenti tra Pirandello e lo psicodramma - anche se alcuni interventi sono stati piuttosto belli, proprio per la personalità di chi li conduceva, come è accaduto per Rosa Di Lucia che ha recitato lo splendido monologo di Mommina in "Questa sera si recita a soggetto" - ecco che finalmente questa signora gentile e sorridente, dall'abito scuro e dai capelli grigi, inizia le sue dimostrazioni. Chiede se qualcuno ha un sogno da raccontare, si offre un ragazzo; pian piano vien fuori il racconto, che lei, con domande brevi e precise, cerca di portare alla luce localizzando luoghi e definendo tempi, posizioni e così via.
Nel racconto c'è già il principio di una liberazione dei problemi che possono costringere la personalità; ma non tanto, freudianamente, come spiegazione di quanto si cela nel sogno stesso, bensì come rivelazione di quello che l'individuo narrante vuol far apparire dando lui stesso significati, e manifestando in questo modo quei lati della sua personalità che rappresentano le incognite. Zerka Moreno più volte, nel corso della esemplificazione, invita il pubblico a sentirsi non a teatro e spettatore, ma partecipante in prima persona, chiarendo che altro è un dramma, altro lo psicodramma. Del resto nello scritto di Cesare Musatti ("La struttura della persona in Pirandello e la psicoanalisi"
tra gli atti pubblicati del convegno, lo psicoanalista precisa che si può parlare di parallelismi tra la concezione della persona, propria di Pirandello e gli indirizzi  della psicologia del profondo senza una possibilità di estrarre dall'opera di Pirandello i lineamenti di una trattazione psicologica. (In realtà la giornalista si riferisce al numero 6-7 di "Atti dello psicodramma": Pirandello e lo psicodramma in Italia. Gli interventi del convegno al Flaiano saranno pubblicati nel numero 8 della rivista - Clicca qui - Ndr) 
E' ancora da segnalare, nella serata, la bella intervista - riletta dalla stessa scrittrice insieme con Carlotta Wittig - di Fernanda Pivano alla Moreno (clicca qui) sulle origini del suo lavoro e sull'impulso che allo psicodramma diede colui che ne fu praticamente l'inventore e che divenne poi suo marito: Jacob Moreno non conobbe direttamente Pirandello ma i due forse poterono influenzarsi reciprocamente attraverso quelle "reti" di conoscenza che derivano dai libri, dalle amicizie, dalla comune base culturale.
   

 Fernanda Pivano e Ottavio Rosati
Fernanda Pivano con Ottavio Rosati come dr. Hinkfuss - Foto Raniolo © PLAYS


LA PICCOLA SIGNORA ANZIANA E SOAVE CHE RECITA UN SOGNO
IL TEMPO, venerdì 1 aprile 1983 clicca qui per il ritaglio

Con un'introduzione dedicata a "Questa sera si recita a soggetto" di Luigi Prandello, a cui partecipavano diversi attori (tra cui Rosa di Lucia, Elsa de Giorgi, Carlotta Wittig, Rossella Or, Mario Prosperi), Ottavio Rosati, che dirige il Centro Italiano per lo Psicodramma e la rivista "Atti dello psicodramma", riservava al numeroso pubblico del Flaiano una sorpresa di valore internazionale: Zerka Moreno, moglie di Jacob Levi Moreno e sua assidua collaboratrice, direttrice dopo la sua morte del "Moreno Institute" di New York, ha condotto dal vivo uno psicodramma con "soggetti" presenti in sala. Una donna piccola, anziana, materna, soave ma fermissima, meticolosa, paziente e tempestiva, procedeva sul palcoscenico all'interpretazione dal vivo di un sogno.
In questi casi il nome del "soggetto" si indica con un'iniziale. Il signor A. fu dunque il coraggioso che narrò il sogno da interpretare. E l'interpretazione usa la messa in scena drammatica come mezzo d'indagine e ricostruzione; ma lo scopo analitico non è che il minore, secondo la concezione di Jacob Levi Moreno: la catarsi emozionale che deriva dal semplice rivivere e rivedersi e distanziarsi da sé è al tempo stesso gran parte della terapia. Zerka Moreno si è misurata coraggiosamente con una cultura scettica e impacciata di fronte ai problemi psicologici, laddove negli Stati Uniti il contesto sociale è già fortemente permeato, addirittura caratterizzato, da teorie e metodi psicoanalitici. Cambiando ruoli e vedendosi addirittura impersonare da un altro, il "soggetto" dello psicodramma ritorna in possesso di una lettura attendibile di sé e recupera notevoli energie sotto forma di spontaneità. La Spontaneità, secondo Moreno, è sinonimo di salute mentale e di libertà spirituale indispensabile a tutti, ma soprattutto agli attori, che Moreno, assume a modello della sua teoria. La presenza di citazioni da Pirandello suggerisce il legame che esiste all'inizio degli anni Venti tra l'invenzione dello psicodramma, operata a Vienna da Moreno, e le innovazioni "analitiche" della drammaturgia pirandelliana, che nell'esplosione "dal vivo" di nodi drammatici viventi ha il suo punto di fondamentale originalità e di sorprendente "efficacia" emotiva.
La serata ha fatto registrare più che un tutto esaurito per la grande quantità di spettatori che non hanno potuto essere contenuti dalla piccola sala.  Chi si attendeva un intrattenimento eccitante è forse stato deluso, ma chi ha orecchio per la sapienza della indagine psichica e per le virtù evocative della messa in scena, qui essenziale fino alla rozzezza di un'improvvisazione da camera, poteva gustare fino in fondo la novità dell'approccio e la potenzialità del metodo. 


Zerka Moreno (a sinistra) dirige lo psicoplay del sogno al teatro Flaiano   

ATTORI VERI E FALSI CON PIRANDELLO E NO
IL CORRIERE DELLA SERA, sabato 2 aprile 1983 clicca qui per il ritaglio

Roma (r.s.) Con gli interventi dello psicoanalista Aldo Carotenuto e di Alessandro Fersen, inventore del mnemodramma, si è concluso il convegno “Tra Pirandello e lo psicodramma”, tenuto per tre giorni al teatro Flaiano al Teatro di Roma e dall’Associazione per le Ricerche sullo Psicodramma Analitico. Protagonista dei lavori è stata Zerka Toeman Moreno, già moglie e attiva collaboratrice dello psichiatra Jacob Levi Moreno scomparso nel 1974.
Moreno è l’inventore delle tecniche di gruppo e in particolare dello psicodramma, una terapia che chiama i soggetti, non solo a parlare ma anche a rappresentare il loro mondo nel palcoscenico. Scopo della “tre giorni” al Flaiano, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune, era di chiarire l’espansione attuale dello psicodramma. Così sociologi, psicoanalisti, studiosi del teatro e professionisti dello spettacolo hanno variamente illustrato l’influenza dello psicodramma nei settori di loro interesse. Lo psicodramma che inaugurava la manifestazione è stato preceduto da una rilettura della prima parte di "Questa sera si recita a soggetto" di Pirandello. L’intenzione era di mostrare come per bocca del personaggio di Hinkfuss, regista-demiurgo alle prese con la polarità “vita-forma”, Pirandello esplorasse i problemi della spontaneità, del ruolo, della libera fantasia a teatro e nella vita. Per l’occasione, erano convenuti all’ingresso del Flaiano almeno il doppio degli spettatori possibili in sala. Rosa di Lucia nel ruolo di Mommina, Rossella Or, Fabio Gamma, Mario Prosperi, Carlotta Wittig, la burattinaia Maria Signorelli, Elsa de Giorgi, Giuliano Vasilicò intrecciavano la riflessione pirandelliana sul personaggio sequestrato, il pupo interiore, l’autonomia dell’attore di fronte al regista. Ottavio Rosati, lo psicodrammatista che interpretava il ruolo del dottor Hinkfuss, inscenava quindi il sogno pirandelliano ai bordi del palcoscenico e introduceva Zerka Moreno perché animasse col pubblico in sala il suo esempio di psicodramma, nel quale entravano, più che spettatori comuni, attori del Living Theatre presenti in sala. Perplessità e confusione tra attori veri e falsi, citazioni pirandelliane e spontaneità del pubblico venivano poi riprese nei due giorni successivi di lavori teorici. Giuseppe Bartolucci, Fernanda Pivano, Adriano Magli, Caterina Selvaggi, Mario Prosperi, Mario Ardizzone, Giuliano Scabia rilanciavano ciascuno a suo modo, il problema dei rapporti tra Moreno, lo psicodramma e il teatro pirandelliano. Protagonista anche dei lavori teorici è stata Zerka Moreno che, ricca di grande esperienza nella “socratica” attenzione dell’attore celato in ciascuno, precisava il senso della sua esperienza, soprattutto perplessa di fronte all’iper-intellettualismo degli specialisti italiani. I lavori del convegno saranno pubblicati, insieme al testo dei dibattiti, dalla rivista italiana “Atti dello psicodramma” dell’editore Ubaldini dedicata allo psicodramma e allo studio dell’inconscio del teatro. (Clicca qui)


ALESSANDRO FERSEN SCELTO COME PERSONAGGIO IDEALE PER RICORDARE J. L. MOREN
IL GIORNALE D’ITALIA, giovedì 7 aprile 1983

Il drammaturgo e regista Alessandro Fersen, fondatore, a Roma, dello “Studio di arti sceniche”, tuttora sotto la sua direzione, è noto anche come l’inventore del "mnemodramma". Prescelto come il personaggio ideale quindi dall’Assessorato ala Cultura del comune di Roma per la consegna di una targa-ricordo a Zerka Moreno, collaboratrice (e vedova) di J. L. Moreno, lo psichiatra inventore dello psicodramma. La cerimonia ha avuto luogo al teatro “Flaiano”, organizzata dalla rivista “Atti dello psicodramma”, in collaborazione con il Teatro di Roma. All’inizio della serata Ottavio Rosati ha diretto una rilettura di una parte di “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello, con la partecipazione degli attori Elsa de Giorgi, Rosa di Lucia, Mario Prosperi, Giuliano Vasilicò, Carlotta Wittig, Rossella Or. 
Un successivo convegno (i cui atti saranno editi da “Atti dello psicodramma”) si è tenuto al Flaiano sul tema “Tra Pirandello e lo psicodramma”, con relazioni di Alessandro Fersen e della Moreno e di altri personaggi di primo piano della cultura e dello spettacolo, da Luigi Squarzina a Fernanda Pivano, Ottavio Rosati, Adriano Magli, Aldo Carotenuto, Giuseppe Bartolucci, Giuliano Scabia, Mario Ardizzone, Mario Prosper


Ottavio Rosati e i partecipanti all'evento in onore di Zerka Moreno (la terza a sinistra) - Foto Bellini - © PLAYS
 
 

 

 

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